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"Non dare mai spiegazioni: i tuoi amici non ne hanno bisogno e i tuoi nemici non ci crederanno comunque. (Elbert Hubbard)"

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Cit: Non ottenere quel che si vuole può essere un meraviglioso colpo di fortuna!


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Stavo pensando ad un pensiero strano, uno di quei miei pensieri poco sensati ma estremamente miei.

Pensavo a quand'ero ragazzino e a come mi sentivo nell'essere "diverso" per la mia non fede nei confronti del presunto dio narrato dai cattolici.

Ricordo ancora quando vedevo la gente in ginocchio, con gli occhi chiusi e le mani giunte, a fare non so cosa né perché (e io, per imitazione, emulavo quel comportamento pensando ai fatti miei e guardandomi intorno per provare a capire cos'è che pensavano loro).

Pensavo di essere strano, pensavo mi mancasse qualcosa che loro avevano e io no.

Poi, finalmente, capii che non solo non mi mancava niente rispetto a loro ma che - e lo dico con una certa presunzione - avevo persino qualcosa in più.

Ho infatti la capacità di mettere tutto in discussione, persino me stesso; di provare a capire come funziona il mondo, di come funzionano le cose, di come funziona tutto ciò che si trova fuori e dentro me; di non cullarmi su un eventuale aiuto divino in caso di bisogno ma di alzarmi le maniche e lottare affinché io ce la faccia (sempre e comunque); di trattare bene chi merita bene e male chi merita calci in culo - ma non lo faccio mica perché temo che poi verrò giudicato da chissà chi, per poi essere spedito in un posto pieno di soffici nuvole e angeli (o fiamme e demoni) - lo faccio semplicemente per un senso di giustizia tutto mio, che ha valore solo in questa vita (la vita vera); di guardare le stelle sapendo che lì fuori, chissà dove e chissà come, c'è chissà chi che vive in un pianeta chissà quanto lontano e diverso da quello dove son nato io.

Riflettendo su ciò, non posso fare a meno di notare quanto sia stato insensato quel senso di mancanza che tanto sentivo allora e di quanto, adesso che mi rendo conto di tutto ciò, provi una certa pena* per quelle stesse persone che un tempo "quasi" invidiavo.

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Info: Il titolo è stato ricavato (un po' sintetizzato per l'eccessiva lunghezza) da "I 18 principi del XIV Dalai Lama"
n°4: "Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna."


* = Chi non si pone dei quesiti e accetta l'inaccettabile solo perché cosi gli è stato detto di fare mi fa una certa pena.


14 Comments

Mi perdo sempre nei tuoi scritti...e nonostante le differenze, alla fine mi ritrovo spesso nelle tue parole.
Però sul concetto di "persona credente" ho un'idea leggermente diversa. Non che quella che descrivi sia distante dalla realtà...solo che la vedo più legata ad una "vecchia" realtà, avulsa da una nuova concezione di credente che si è delineata più recentemente.
Per capirci, in soldoni, il credente non è più "la vecchietta che teme l'inferno"... Ci sono molti studiosi, scienziati, persone di tutto rispetto, che hanno fede in (un) Dio. Non per forza chi è credente dev'essere disinteressato a capire come funziona il mondo. Non penso che i credenti agiscano dietro il timore di esser giudicato da chissà chi e così via...
Il "credente di oggi" secondo me è una persona che necessita di una guida (un po' come tutti noi) e l'ha trovata chiara e forte lì, nella fede. Poi c'è chi va direttamente all'interpretazione personale della fede religiosa, e chi invece si affida alle interpretazioni altrui... C'è chi rimane più interessato a scoprire le cose del mondo e chi si affida più alle scoperte narrate dagli altri...
Però, ecco, in generale, mi sento di doverti contestare questa tua interpretazione della persona religiosa così legata ai pregiudizi di chi non è credente.
Tra i tanti credenti che conosco non credo di conoscerne nessuno che si è mai posto simili quesiti. Sembra che a loro non importi altro rispetto a ciò che credono di sapere per "sentito dire". In fondo, se sei un credente ed hai "fede", non avrebbe molto senso porsi dei quesiti esistenziali di tale portata e quindi la mia idea sul loro conto è necessariamente quella (ma potrei sbagliarmi e mi auguro di sbagliarmi).
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Non dico quindi che siano tutti necessariamente dei tonti senza cervello ma dico - e non credo di sbagliarmi su questo - che la mia mancanza di fede mi ha spinto ad essere "curioso" su tanti argomenti e - anche per questo - son contento di essere come sono.

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Tra i tanti credenti che conosco non credo di conoscerne nessuno che si è mai posto simili quesiti.
Infatti è qui che sbagli: ti fermi alle tue conoscenze! Ciò che conosci potrebbe non essere un campione rappresentativo del gruppo intero!

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In fondo, se sei un credente ed hai "fede", non avrebbe molto senso porsi dei quesiti esistenziali di tale portata e quindi la mia idea sul loro conto è necessariamente quella (ma potrei sbagliarmi e mi auguro di sbagliarmi).
Come giustifichi allora i grandi scienziati credenti? Ce ne sono moltissimi...fai una ricerca!

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Infatti è qui che sbagli: ti fermi alle tue conoscenze! Ciò che conosci potrebbe non essere un campione rappresentativo del gruppo intero!
Infatti parlo per esperienza personale e ribadisco che "spero di sbagliarmi" - mi piacerebbe incontrare la famosa eccezione.

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Come giustifichi allora i grandi scienziati credenti? Ce ne sono moltissimi...fai una ricerca!
Non li giustifico né li capisco. Sarebbe bello se scienza e fede andassero di pari passo ma temo non sia possibile. L'una è praticamente l'esatto opposto dell'altra. Se hai fede giustifichi l'ignoto con "mistero della fede; volontà divina; destino; ecc ecc..."
Se non ce l'hai ti chiedi perché le cose vanno come vanno e non ti darai pace finché non troverai una risposta.

Uno scienziato è un ricercatore; un curioso... se hai la fede che motivo hai di andare oltre ciò che ci è dato sapere?
Intanto complimenti per il sito Drark e ancora grazie per l'aiuto che mi hai dato :blush:

Ho letto con curiosità ed interesse il tuo pensiero
e non hai idea di quante volte mi sono sentito così anche io
io ricordo quando ero piccolo avevo tipo sette anni
all'età di sei anni mi madre mi mandò al catechismo e a sette dovevo fare la prima comunione, pochi giorni prima della comunione io dissi a mia madre una frase che la lasciò di stucco... le dissi che io non volevo farla, mia madre rimase perplessa e mi chiese il motivo io le risposi con la massima normalità che non volevo farla perchè non sapevo a che mi servisse, lei giustamente mi chiese di conseguenza "ma al catechismo non te lo hanno insegnato?" E io le dissi si, mi hanno insegnato che fare la comunione serve a diventare figli di Dio, ma mi hanno anche sempre detto che noi tutti siamo figli di dio, ed anche che si diventa figli di Dio col battesimo... ma se loro stessi mi dicono che a prescindere di tutto siamo figli di Dio, perchè allora devo fare il battesimo la comunione la cresima? Non ha senso... Mia madre rimase ancora più perplessa e mi porto dal prete affinchè mi spiegasse qual'era l'utilità dei sacramenti... alla fine non fece altro che ripetermi quello che già mi avevano detto le catechiste.... la mia risposta al prete fu Vabbè la faccio ma comunque secondo me dovreste studiare ancora un po anche voi !

Io come Dark sono un tipo curioso e credo di essere uno dei pochi che per pura curiosità si è letto tutta la bibbia dalla prima all'ultima pagina... e devo dire che comunque leggendola tutta si noteranno molte omissioni infatti troverete molti buchi lacune cose inspiegabili poichè mancano proprio delle parti che si nota benissimo che sono state omesse che ti permettono di capire altre cose ...

io ritengo che la religione cattolica sia una delle più ambigue e contorte che si possano trovare.
Ho dato delle spolverate al buddismo che io sinceramente considero più uno stile di vita che una religione
poi ho studiato sempre per curiosità per un po di anni coi testimoni di geova a parte i difetti che vengono attribuiti a loro tipo andare porta a porta a cercare gente disposta a conoscere la loro religione e il fatto che in mezzo a loro ci sono molti Fanatici ammetto che secondo mio parere personale loro siano quelli che in maggior parte interpretino la Bibbia (loro chiamano il libro "le sacre scritture" che poi è identico, ed è anche vero che in un capitolo della bibbia Dio dichiara il mio nome è Geova) dicevo loro sono quelli che in maggior parte ritengo interpretino la bibbia in modo corretto.

Non sono però daccordo con questo che dice dark
"Riflettendo su ciò, non posso fare a meno di notare quanto sia stato insensato quel senso di mancanza che tanto sentivo allora e di quanto, adesso che mi rendo conto di tutto ciò, provi una certa pena per quelle stesse persone che un tempo "quasi" invidiavo."

Dire che provi pena per tali persone che confidano la lor fede in una credenza divina ritengo sia scorretto sei liberissimo di non credere e sei liberissimo di dire che ritieni insensato quel senso di mancanza ma non ritengo corretto il fatto di dire che tu provi una certa pena per tali soggetti

Comunque :) Volevi l'eccezione ed eccomi qui
io credo in un Dio in un qualcosa che ha dato inizio a tutto non mi definisco un cattolico un buddista o cos'altro io non credo nella Religione ma credo in un "dio" in un qualcosa di superiore
Non credo nel dio perfetto, nel dio che non fa sbagli, perchè dopo tutto quello che vedo e ho letto ho trovato molti punti in cui ero in totale disaccordo, Non credo in un paradiso o in un inferno, ma credo negli Alieni e nei fantasmi, credo in una vita terrena dopo la morte insomma credo in un entità che ci osserva e ci studia, aspettando qualcosa da noi, ma noi siamo il frutto di questa terra credo nell'evoluzione ma ovviamente un qualcosa deve essere stata la scintilla che ha scatenato questa evoluzione anche all'inizio di tutto qualcosa deve aver pur fatto nascere i pianeti le stelle i soli si parla di big bang, che non ho approfondito molto ma se non erro si tratta di un unico grande pianeta che un bel giorno ha fatto bum ed ha fanno nascere i pianeti e le stelle .... qualcosa deve aver pur creato quel pianeta..

Sono un curioso un credente curioso .
First of all: "quale aiuto (e dove)"?  :blush:
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Il mio "provar pena" è riferito a quello stesso cattolicesimo (quello è l'ambiente in cui sono cresciuto) dove nessuno si pone dei dubbi e l'unica risposta (in)utile è "mistero della fede".

Chi non si pone dei quesiti e accetta l'inaccettabile solo perché cosi gli è stato detto di fare mi fa una certa pena, tutto qua.  :)
QUI mi hai aiutato Altervista
ti dice niente ilportaledidrago =P ?
anzi mi hai risposto poco fa sul forum XD

Citazione

Non li giustifico né li capisco. Sarebbe bello se scienza e fede andassero di pari passo ma temo non sia possibile. L'una è praticamente l'esatto opposto dell'altra. Se hai fede giustifichi l'ignoto con "mistero della fede; volontà divina; destino; ecc ecc..."
Se non ce l'hai ti chiedi perché le cose vanno come vanno e non ti darai pace finché non troverai una risposta.

Uno scienziato è un ricercatore; un curioso... se hai la fede che motivo hai di andare oltre ciò che ci è dato sapere?
Un po' sai come sono...mi piacciono le cose perfette, fatte bene, senza pecche...ma mi sto ammorbidendo un po' alla volta e, se c'è una cosa che ho capito negli ultimi tempi è che non si può avere tutto bianco o tutto nero...le cose perfette non esistono. E un po' capisco gli scienziati religiosi e penso che non sia un controsenso. Provo a spiegare perchè.
Siamo d'accordo sul fatto che uno scienziato è un uomo che intende dimostrare con prove la verità del proprio lavoro. Ma...lo sai, a volte ci sono situazioni che vanno al di là del dimostrabile...
E allora penso che sia d'aiuto avere una "spiegazione" che va fuori dalle righe, che esce dagli schemi della scienza e rientra in quella che è la vita quotidiana di un uomo. Penso che non ci sia niente di male nell'ammettere di non poter spiegare tutto e affidarsi a qualche (non-)spiegazione già "data".
A me non piacciono molto le (non-)spiegazioni della chiesa, lo sai. Condivido quel tuo senso di disprezzo per chi non va oltre a ciò che gli vien detto. Ma non provo lo stesso sentimento per chi, al di là della ricerca di una verità personale e al di là della documentazione scientifica, poi decide di abbracciare anche la via religiosa.

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QUI mi hai aiutato Altervista
ti dice niente ilportaledidrago =P ?
anzi mi hai risposto poco fa sul forum XD
Ok, ho collegato (meglio tardi che mai)  :blush:

Citazione

E un po' capisco gli scienziati religiosi e penso che non sia un controsenso. Provo a spiegare perchè.
Siamo d'accordo sul fatto che uno scienziato è un uomo che intende dimostrare con prove la verità del proprio lavoro. Ma...lo sai, a volte ci sono situazioni che vanno al di là del dimostrabile...
Oggi sono non dimostrabili, ed è anche questo il compito dello scienziato, scoprire e dimostrrare ciò che oggi non ha una spiegazione.

Citazione

E allora penso che sia d'aiuto avere una "spiegazione" che va fuori dalle righe, che esce dagli schemi della scienza e rientra in quella che è la vita quotidiana di un uomo. Penso che non ci sia niente di male nell'ammettere di non poter spiegare tutto e affidarsi a qualche (non-)spiegazione già "data".
Non sono d'accordo, se così facessero non ci sarebbe più alcun progresso e si rimarrebbe esattamente al punto di partenza.

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...non provo lo stesso sentimento per chi, al di là della ricerca di una verità personale e al di là della documentazione scientifica, poi decide di abbracciare anche la via religiosa.
Io invece non li capisco (sopratutto se si definiscono scienziati).
Uno scienziato deve cercare la spiegazione a ciò che "attualmente" non può essere spiegato e se vede una statua che piange sangue non può inchinarsi in preghiera ma al massimo farsi una risatina sul fatto che, inevitabilmente, qualcuno deve aver escogitato un trucco affinché ciò accada (e, se possibile, deve dimostrare quel trucco).

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Non sono d'accordo, se così facessero non ci sarebbe più alcun progresso e si rimarrebbe esattamente al punto di partenza.
Io invece non li capisco (sopratutto se si definiscono scienziati).
Uno scienziato deve cercare la spiegazione a ciò che "attualmente" non può essere spiegato e se vede una statua che piange sangue non può inchinarsi in preghiera ma al massimo farsi una risatina sul fatto che, inevitabilmente, qualcuno deve aver escogitato un trucco affinché ciò accada (e, se possibile, deve dimostrare quel trucco).
Non mi riferisco a fatti da spiegare, ma a sensazioni che ognuno di noi nella vita può provare, a livello personale... Certo che gli scienziati devono aiutare il progresso scientifico...ma poi, quando tornano a casa, se vogliono recitare una preghiera per riallacciare i legami con la loro parte più irrazionale, più legata alle sensazioni, alle emozioni, alle speranze personali...non vedo perchè non dovrebbero farlo. E non mi riferisco solo alla religione cattolica, ma a tutte le religioni o filosofie che dir si voglia...
Nulla da ribadire su questo. Lo sai, anch'io ho una mia sorta di spiritualità personale. Il mio riferimento è alla presunta (opinabile) impossibilità di avere uno "scienziato" cattolico "vero" (cioè, uno di quelli che crede davvero al creazionismo - ancora professato da molti cattolici - anziché alla teoria Darwiniana) :blush:
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Cioè, se sei cattolico praticante "vero" (e non ipocrita) non hai molto a che fare con la scienza, altrimenti è probabile che in caso di malattia anziché curarti (e/o curare) ti metterai in (e/o consiglierai la) preghiera.
Niente...ci si prova a fare una discussione...ma alla fine si arriva sempre ad esser d'accordo!  :blush:

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Niente...ci si prova a fare una discussione...ma alla fine si arriva sempre ad esser d'accordo!  :)
Smack per te (si, in pubblico) :blush:

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Smack per te (si, in pubblico) :blush:
Ohh bene...che almeno si capisca che mi sono guadagnata il mio "titolo custom"...  :)